"La Mafia uccide solo d'estate"

 


Era il titolo di un film che descriveva un'amara realtà, perché molti attentati di stampo mafioso, probabilmente per ragioni strategico-operative,  venivano attuati proprio nel periodo estivo. Peraltro è anche vero  che le mafie brigano, trafficano e complottano tutto l'anno. Ricattano, si camuffano e truffano in ogni modo. Sicuramente cercheranno di approfittare dell'emergenza Covid per allungare le mani su ristori e indennizzi. Per quanto facciano, per quanto possano cercare di mimetizzarsi con cravatte e colletti bianchi, per chi ha buon occhio, restano sempre i soliti sporchi criminali. Ci sono sempre, dappertutto. Non solo in Sicilia e nel meridione d'Italia ma anche nelle regioni del Nord e in quei paesi europei che, ancor oggi, non hanno compreso che si tratta di un fenomeno grave e articolato e non di semplice folklore mediterraneo.  Le mafie operano nell' ombra, ma non senza profitto, anche quando non compiono azioni violente e clamorose. Tutti noi dobbiamo cercare di capire questi fenomeni. Stare in guardia senza farci intimidire. Come diceva Daphne Caruana Galizia, dobbiamo "dir la verità anche se la voce trema", per superare l'omertà che consente alle mafie di agire indisturbate. Bisogna lottare sempre e onorare la memoria degli eroi dell'antimafia. Dovremmo essere un po' tutti come il protagonista de "La mafia uccide solo d'estate" che, acquisita consapevolezza col tempo e la maturità, insegna al suo piccolo figlio quanto sia stata importante l'azione di quei grandi uomini che hanno lottato e son morti per combattere la delinquenza organizzata.


Ho visto questo film tante volte, eppure la scena che ho voluto proporvi mi commuove sempre. Ogni volta che la vedo, penso che dovrebbe essere proprio così. Che l'esperienza dei genitori,  o di chi è più grande,  debba essere utilizzata per aiutare i giovani a riconoscere il marciume della nostra società e costruire un mondo che sia davvero più sano e migliore.

Nella foto introduttiva: Marcia della protesta e della pace, organizzata da Danilo Dolci (sulla sinistra) nel marzo del 1967. Accanto a lui c'è Peppino Impastato (Nato a Cinisi il 5 gennaio 1948 e assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978).

Commenti

  1. Oltre che mettere le mani sui ristori temo che abbiano già messo le mani su molte piccole e medie attività oneste in mano a persone che non potendo più andare avanti hanno venduto anche a soggetti legati alla criminalità organizzata.

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    1. Giustissima precisazione perché questa specie di grassatori son sempre pronti a sfruttare i mali altrui e ad affossare sempre più il prossimo.

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  2. Non è solo questione di omertà. La gente non sa di chi fidarsi. Benissimo un prefetto
    può essere un adepto di Cosa Nostra. Tu lo denunci e il giorno dopo ti ammazzano.
    Ciao Fabio.

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    1. È vero. La mafia può infiltrarsi là dove non si potrebbe immaginare. Anzi, ce lo immaginiamo perché il discorso sulle infiltrazioni mafiose nello stato fa parte da tempo della cronaca. Ci vuole un coraggio non comune a denunciare. Gli atteggiamenti strafottenti e le minacce sono all'ordine del giorno. Molti criticano le norme antiriciclaggio , nel nostro paese c'è un rifiuto fobico per la legalità. A maggior ragione bisogna, come insegna il film, a non perdere la memoria e educare tutti al rispetto delle leggi. A evitare di creare coperture a chi pesca nel torbido. Questo ci hanno insegnato quegli eroi che, ad uno ad uno, vengono citati nella sequenza del film.

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  3. Ieri sentivo D'Avigo a Dimartedì e, niente.. un altro piccolo eroe mi sta miseramente crollando..

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    1. Per la verità non ho seguito molto bene la vicenda. L'importante, credo, sia l'incrollabile stima nei confronti di quegli uomini che vengono citati nel film e che, per combattere la mafia ci hanno rimesso la vita.

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  4. Ricordo la frase di Sciascia sui "professionisti dell'antimafia",ma che dire di quelli che sono stati sempre conniventi con la mafia;certo Davigo in molte cose ha esagerato e non è certo il mio modello di magistrato,ma che dire di quelli che si son fatti corrompere o che hanno costruito carriere assolvendo i peggiori delinquenti?

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  5. Molti guai son cominciati quando la carriera di magistrato è diventata economicamente appetibile. Ci son state scuole di preparazione al concorso che hanno creato quelli che io chiamo "elucubratori giuridici", cioè gente in grado di addomesticare sentenze a vantaggio dei poteri forti e in cambio di sfolgoranti carriere. Molti che entrano in magistratura ci entrano per successione dinastica. I criteri di selezione son poco credibili oltre che obsoleti. Ottimi giuristi son rimasti fuori. Sono entrate nuove leve che, solo a vederle, sembrano degli slavatelli senza nerbo e senza coraggio. Dei figli di papà che mai e poi mai rischierebbero un solo capello per il bene comune. La mafia non ha più bisogno di uccidere perché fa tutto quel che vuole e non c'è più nessuno che gli metta il sale sulla coda.



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  6. Tutte cose vere,ma il guaio è che la politica e le lobbies sono riuscite a corrompere molte coscienze,profittando soprattutto della vanità umana; le peggiori riforme sono state quelle di Castelli e Mastella che hanno gerarchizzato le Procure,concentrando il potere sui Capi e stimolando la competizione apparentemente basata sul merito ma in realtà (v. caso Palamara) favorita soprattutto dall'appartenenza correntizia

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    1. Concordo in pieno. Quelle riforme deformi sono state una iattura. Il carrierismo in magistratura fa il paio con la brama di potere di molti politici: gli uni e gli altri fanno i loro interessi e dimenticano il loro precipuo dovere di perseguire il bene comune.

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  7. Ciao Fabio, la Mafia è un male antico che come il Convid 19 si modifica per colpire meglio e i vari rimedi o vaccini sono sempre un passo indietro e non solo per la mancanza di abili infettivologi ma per la cronica e vergognosa connivenza offerta in prevalenza da politici cialtroni che per danaro o potere si piegano al capobastone di turno.
    Bellissimo e interessante il film.
    Un caro saluto. fulvio
    (Ho commentato anche il tuo esauriente post su Napoleone)

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    1. Sarebbe necessario collocare una cortina di ferro tra politica e mafia. Una barriera di nome onestà. Questo compito spetta ai cittadini che devono imparare a votare avendo anche loro in mente il bene comune e non la convenienza personale. In qualche modo siamo tutti coinvolti nella lotta alle mafie e tutti possiamo dare il nostro contributo.

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  8. Sembra che grandi problemi di mafia siano ancora presenti nel nostro paese....e molto difficili da recidere per sempre...
    Buongiorno, Fabio,silvia

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    1. Per sempre non so. Io sono dell'idea di Giovanni Falcone: "la mafia è una cosa umana e, come tutte le cose umane, ha un inizio, un suo corso e una fine." Mai arrendersi dunque.

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  9. Non ho visto il film , credo che le mafie siano difficili da estirpare. Bisogna parlarne, inutile tacere. Bisogna che tutti sappiano e siano pronti per ciò che può succedere. Immagino che, in un periodo difficile come questo, le mafie abbiano tratto il loro giovamento e se la siano presa con persone già in difficoltà. Buona giornata.

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    1. Il film, secondo me, ha un forte intento educativo. Anch'io sono convinto che occorra dare molto rilievo a questo aspetto. È necessario stimolare la cultura della legalità se davvero si vogliono sconfiggere le mafie.

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  10. Purtroppo la lotta alla mafia è ancora lunga.
    Sereno pomeriggio.

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    1. Lunga e difficile sicuramente. Forse anche più di prima perché nella nostra società si è verificato un regresso morale e culturale che ha complicato le cose. Non sarà facile uscirne se non si agira' sulla cultura delle persone e non si tornerà ad affrontare la questione morale.

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  11. Di solito quando sono "silenziose" le mafie fanno grandi affari, e questo periodo pandemico ho il sospetto che sia stato molto fruttifero.

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    1. Anch'io penso questo. Stanno facendo gli affari loro in tranquillità senza che nessuno li contrasti.

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  12. Mafia e e certa politica fanno di tutto per mantenere lo stato di sottosviluppo così da vendere come favori elargiti i più semplici diritti . non è un caso che ci sia una connivenza così stretta e tentacolare

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    1. Pienamente d'accordo. Spesso la gente è ricattata con la minaccia della perdita del lavoro. Chi si piega riceve favori. Chi ha la schiena dritta viene privato dei diritti e messo in un angolo. Questa e la legge che accomuna mafie ed economia globalizzata.

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  13. Ciao Fabio...credo che sia tutta colpa nostra se esiste la mafia. Il discorso sarebbe lungo e dovremmo tornare molto indietro nel tempo, ma dico soltanto che se ci fossimo interessati al principio al problema, le cosche non sarebbero proliferate ed espanse in tutto il mondo. Ci sarebbe da scrivere molto perché il problema è vasto e profondo e in me suscita angoscia e dolore per quelli che ne hanno subito e subiscono tuttora le conseguenze, ma mi limito a lasciarti con un sorriso di cuore. Buona fine settimana.

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    1. Pienamente d'accordo.E' un problema che riguarda tutti. Come diceva De Andrè, riferendosi alle ingiustizie sociali e alle malefatte del potere (ma io credo che si possa riferire anche al fenomeno mafia) "anche se voi vi credete assolti siete per sempre coinvolti." Un caro saluto a te e, a presto.

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  14. Credo comunque che il senso della sequenza finale del film risieda nella necessità di creare consapevolezza. Le spiegazioni che il giovane padre dà al figlio vanno, come si può vedere, di pari passo con la crescita del bambino. La piaga mafiosa va davvero spiegata ai giovani sin dalla più tenera età e, con essa, va ricordato quel progresso degli strumenti di prevenzione e repressione giuridica che sono il frutto del lavoro e del sacrificio di quegli eroici uomini che hanno combattuto con tutte le loro forze contro la delinquenza organizzata. C'è un importante compito pedagogico che tutti dobbiamo portare avanti se davvero vogliamo sconfiggere le mafie.

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