"Fu Vera Gloria?"

 


Si domandava Alessandro Manzoni, nell'ode "Il Cinque Maggio", scritta in occasione della morte di Napoleone Bonaparte, avvenuta due secoli esatti fa ad oggi. Il grande letterato italiano rimandava "ai posteri l'ardua sentenza."  Ma io mi chiedo quanto possa esser valido il giudizio espresso da noi o da altri uomini non coevi al grande condottiero e imperatore , visto che la sensibilità e il modo di vedere le cose cambia col tempo e che non abbiamo sentito, sulla nostra pelle, le fiammate di quei giorni. Napoleone fu portatore degli ideali della Rivoluzione Francese, promotore di un codice civile assai avanzato, ma fu anche un condottiero, un uomo di guerra e non certo di pace.


Ambizioso non solo sotto il profilo militare ma anche sotto quello politico, al punto di auto-incoronarsi Imperatore dei Francesi. Tuttavia, poiché ogni cosa umana non è fatta per durare in eterno, conobbe la caduta e, con essa, una fine da esule. La storia di Napoleone, fra luci ed ombre, può dare adito a diversi giudizi. Da una parte, possono esserci gli entusiastici ammiratori. Dall'altra i detrattori. 


Certo è che la sua parabola, dagli albori all'apogeo, sino al declino, segna un passaggio di fondamentale importanza nella storia d'Europa. Individua problematiche, contraddizioni, prospettive spesso deluse o tradite dalla demagogia e dalla smania di potere. La figura di Napoleone divide e non unisce, suscita entusiasmi e perplessità. Sicuramente è come un "re serpente" che movimenta le acque stagnanti della storia europea, dominandola e cercando di rivoluzionarla. Peraltro, Napoleone fu travolto, dalla sua smodata ambizione, oltre che da quelle forze restauratrici che mai, nel corso della storia, cedono il passo. Possiamo amarlo o odiarlo. Tesserne le lodi o biasimarlo. Passeranno i secoli ma, dinnanzi a quest'uomo, non potremo mai restare indifferenti.

Nella prima immagine, ritratto incompiuto di Napoleone (Jacques Louis David). Nella seconda, Napoleone alla Battaglia di Wagram (Horace Vernet). Terza immagine: Incoronazione di Napoleone (Jacques Louis David). Foto realizzate dall'autore del blog.

Commenti

  1. Credo che sia una figura controversa. Sicuramente un grande personaggio della Storia perchè ha cmq fatto la Storia nel bene e nel male come hai anche giustamente rilevato tu stesso nel post. Quanto alla tua domanda sul come si possa giudicare meglio non vivendo il momento storico ma rileggendolo dopo nel tempo, ossia da "posteri", beh credo che la famosa frase del Manzoni sia in effetti nel complesso giusta perchè si ha la possibilità di capire meglio anche gli errori compiuti nell'epoca passata che si prende in esame ed al contempo però , se errori ci furono, comprenderli e , ma questo aspetto finale l'uomo non lo segue mai, essere in grado di non ripeterli. Si può per esempio analizzare e dare una risposta al perchè milioni di italiani e di tedeschi abbracciarono fascismo e nazismo, ma il fatto che si possa capire le cause che hanno portato a ciò non significa che però le si condivida, anzi si è nella posizione per condannarle con tutta la forza che abbiamo. Certo, poi in ogni epoca abbiamo la minoranza di un popolo, quei pochi "eletti" che leggono la Storia come facciamo noi posteri, intuendo "in tempo reale" i pericoli di certi fenomeni ed accadimenti , denunciandoli, ma finendo per non venire ascoltati quando, non perfino perseguitati.

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    1. Nel corso della storia molte situazioni e molti regimi si ripresentano con volti e sfumature differenti. Un po' perché, talvolta, non cogliamo queste differenze e spesso per convenienza spicciola, pavidità o opportunismo finiamo per non cogliere la lezione della storia e ricadere negli errori del passato. Spesso poi non diamo ascolto e martirizziamo chi coglie in tempo i segnali.
      Da Cesare a Napoleone sino agli assolutisti dei nostri tempi,variamente camuffati. Credo che uno studio più attento e puntuale del passato potrebbe aiutarci anche se l'uomo (ahinoi) è geneticamente portato all'errore.

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  2. Indubbiamente cambiando i tempi, cambiano anche i giudizi sui personaggi della storia e oggi, come oggi, non saprei dare un giudizio del tutto obiettivo sulla figura di questo grande condottiero...
    Un sorriso, per te, Fabio,silvia

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    1. La mia sensazione è di un uomo costruitosi con le sue mani, oltre misura ambizioso e intelligente al punto di creare un grandioso piano di potere. Il suo limite sta nell'avere prediletto un progetto in fin dei conti assolutistico ed egemonico ad uno di profonda riforma sociale. A parziale giustificazione possiamo dire che la spinta data dalla Rivoluzione Francese fu più borghese che popolare e che i tempi non erano maturi per una rivoluzione più radicale.

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  3. Il Robinson di Repubblica della settimana scorsa, tenta un variegato excursus. Alla fine i posteri siamo noi, ma la sentenza sembra ancor oggi, più che ardua. Eroe o razzista, condottiero o schiavista? Le contraddizioni si accavallano e in epoca revisionista come la nostra, dove anche il bacio del Principe a Biancaneve finisce sotto inchiesta perché "non consensuale", che speranza ha il Bonaparte di uscirne senza le ossa rotta, in un ennesimo esilio?
    In realtà - come spiega Barbero - "l'eccesso lo fa personaggio". Il prototipo della mediaticità attuale. Sarebbe un grande influencer, ora.

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    1. Con quel carattere e quella smodata ambizione si fa carriera in ogni epoca. Fu un personaggio controverso con luci ed ombre. Fu un grande ma pur sempre un umano capace di compiere gravi errori.

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  4. In ogni caso la sua poesia è banale.

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    1. Quello che lascia perplessi in Manzoni è la sospensione del giudizio. Da lui mi sarei aspettato qualcosa di più. Non so poi se "il Dio che atterra e suscita, che
      affanna e che consola"abbia posato davvero accanto a lui sulla "deserta coltrice." Manzoni, per fede, ne era certo. Noi non del tutto.

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  5. Dylan 50 🎸5 maggio 2021 18:29

    Sicuramente anche un grande uomo di stato e di governo,nonché legislatore (v. Codice civile napoleonico),ma come tutti gli uomini di genio di imprevedibile fortuna per lui ed i suoi sudditi;mi ha sempre colpito il fatto che i suoi nemici dopo le sue sconfitte non osarono giustiziarlo,segno di rispetto forse,ma anche e soprattutto di paura di andare contro la sua indiscutibile "popolarieta'"

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    1. Alla fine era in condizioni di salute assai precarie. I medici che lo avevano in cura lo sapevano bene e sicuramente anche le autorità inglesi che, con tutta probabilità, hanno contato sul fatto che non avesse ancora molto tempo da vivere. Hanno aspettato che fosse il suo male a ucciderlo per non sporcarsi le mani.

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  6. Gloria è stata gloria, se siamo ancora qui a parlarne. Non direi una figura controversa, io direi ambivalente con cose buone e cose orribili come spesso si confà a personaggi del genere e di quelle epoche. Per cui io direi un "grande" se guardiamo ai re assolutisti dell'epoca, un "traditore" se guardiamo alla repubblica francese. L'uno e l'altro in egual misura.

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    1. Penso che, soprattutto, abbia optato per il suo potere e questo ha suscitato la delusione bei chi, come Ugo Foscolo, lo considero' dapprima "liberatore" e poi "traditore". Ebbe popolarità ma suscitò anche forte disappunto e disillusione. Come tutte le personalità forti e dotate di carisma ha lasciato un segno indelebile nella storia.

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  7. Mi è toccato anche discutere con chi (https://labalenainmezzoalmare.blogspot.com/search?updated-max=2021-05-10T10:59:00%2B02:00&max-results=1) ha reputato Napoleone persona migliore del nostro amato Voltaire.. incredibile!

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    1. Ho letto il vostro dialogo. Tutto mi sarei aspettato fuorché un confronto tra Voltaire e Napoleone. Uomini diversi con un ruolo storico diverso. Un po' come chiedersi se sia più grande il comico Totò o l'attore drammatico Carmelo Bene o paragonare una berlina con uno scooter. Si vabbè Napoleone ha promosso quel codice civile, ma non credo lo abbia elaborato di persona. Di certo avrà lavorato uno stuolo di giuristi esperti da lui ingaggiati. Voltaire , con tutti i suoi pregi e difetti era uno che elaborava in proprio le sue teorie. Napoleone era un uomo che aveva costruito un ambizioso piano di potere personale non certo basato sulla tolleranza, valore che non trovò di certo paladini in personaggi come Hitler e Nietzsche.

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  8. Ciao Fabio, come molti ho conosciuto Napoleone nei primi anni di scuola, guerriero sul suo cavallo bianco alla testa di una invincibile armata, un idolo per ogni bambino.
    Poi i giudizi, come tu scrivi cambiano con il tempo. Oggi, credo che Napoleone sia stato un importante uomo del suo tempo forse ingiudicabile lontano dal suo secolo.
    Un caro saluto. fulvio

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