"Marcia su Roma e Dintorni."

 


Per non dimenticare cosa fu il fascismo e ricordare, nella giornata del 25 aprile, il sacrificio di chi lottò e sacrificò la propria vita per opporsi a questa vergognosa tirannide, ho scelto di parlare di un libro che, in modo efficace, descrive le vicissitudini sofferte dal nostro paese nel corso del ventennio fascista. Mi riferisco a “Marcia su Roma e Dintorni”, scritto nel 1931 da Emilio Lussu (Armungia 1890- Roma 1975). L'autore combatté, durante la Grande Guerra, come ufficiale di fanteria della Brigata Sassari. Nel 1919 fondò il Partito Sardo d'Azione (oggi caratterizzato da un orientamento destrorso e ormai distaccato dagli ideali del suo fondatore), fu deputato nel 1921 e '24 e partecipò alla secessione aventiniana. Antifascista, nel 1929 fuggì da Lipari con Carlo Rosselli e Fausto Nitti, coi quali fondò il movimento “Giustizia e Libertà”. Fu tra i dirigenti della Resistenza e, nel dopoguerra, senatore nelle prime tre legislature. “Marcia su Roma e Dintorni” è un libro che ripercorre un'epoca storica con meticolosità e sagace ironia. Lussu descrive manovre politiche, agitazioni di piazza, figure camaleontiche e macchiette popolari: questori, deputati, giornalisti, professori e sindacalisti voltagabbana. L'autore prende per mano il lettore e lo accompagna in un viaggio nel tempo in cui, passo dopo passo, spiega le origini e l'evoluzione del fascismo in Italia e in Sardegna. Ho letto questo libro, per la prima volta, ai tempi della scuola media e l'ho ripreso in mano pochi giorni fa, confermandomi ancor più nell'idea che il fascismo non fu solo prevaricazione e violenza ma demagogia e sfruttamento dell'altrui ignoranza.  Dice Emilio Lussu:

La sostanza dei fatti che io rievoco non può essere smentita. Questo non toglie che i giudizi che uno stesso fatto determina possano essere discordi. Chi dà un colpo di sciabola non proverà evidentemente le stesse impressioni di chi lo riceve. Non pertanto il colpo di sciabola sarà sempre un colpo di sciabola.”


Un ragionamento che si oppone con vigore ad ogni tentativo surrettizio di cambiare la storia e che reclama il rispetto della realtà dei fatti. A causa del fascismo l'Italia subì le conseguenze di una rovinosa guerra, per lungo tempo condotta al fianco dell'improponibile alleato nazista e molti delitti furono perpetrati dal regime. Giacomo Matteotti, Antonio Gramsci, Piero Gobetti, Don Minzoni, i fratelli Carlo e Nello Rosselli e tanti altri ancora caddero vittime del fascismo. Molti oppositori, come lo stesso Lussu e Sandro Pertini vennero relegati al confino. Questo solo potrebbe bastare a chiudere il discorso ma la realtà è che la Resistenza deve essere sostenuta ancor oggi. Contro l'autoritarismo, il revisionismo, il negazionismo , il razzismo e la violenza che sono espressione di una mentalità non ancora pienamente sconfitta nel nostro paese. Per queste ragioni vi invito a leggere “Marcia su Roma e Dintorni”, libro scritto da un uomo che fu protagonista dell' opposizione al regime e della Resistenza. Un' opera rigorosa ma, allo stesso tempo, di scorrevole lettura. Utile ai giovani per imparare e ai grandi per non dimenticare.


Cagliari 27 novembre 1922

Un infermiere mi avvisò che un ferito gravissimo chiedeva di potermi vedere. Mi feci accompagnare subito da lui. Era un mio vecchio compagno di guerra: Efisio Melis. Aveva fatto tutta la guerra in fanteria ed aveva una medaglia al valor militare. Dopo la guerra si era sposato e lavorava da operaio in officina. Era un antifascista mplto conosciuto. Io lo vedevo spesso e gli ero affezionato. Attendeva in quei giorni un secondo bambino: il primo lo aveva avuto un anno prima. Ora giaceva pallido e immobile, su un lettino improvvisato. Due suoi amici che lo avevano portato all'ospedale mi raccontarono l'aggressione. Egli si trovava in piazza fra gli spettatori, al passaggio della colonna fascista: aveva in braccio il suo bambino e, come gli altri, s'era anch'egli rifiutato di levarsi il cappello. Un fascista del suo rione gli aveva perciò inferto due pugnalate all'addome. Egli era un valoroso , ma il bambino gli aveva impedito di difendersi. Il medico che lo curava mi disse che non vi era alcuna speranza di salvarlo. Appena fui al suo fianco egli mi strinse fortemente la mano. Poi, fissandomi negli occhi, disse, in modo impercettibile:- La guerra! La guerra!- Queste furono le sue ultime parole. Che cosa aveva inteso dirmi come esclamazione di commiato alla vita? Intendeva egli fare dei confronti e rimpiangeva la guerra, ove almeno si cadeva con le armi in pugno? O vedeva con orrore rivivere la guerra, selvaggiamente, nella lotta politica?” Episodio tratto da “Marcia su Roma e Dintorni”, cap.XII.

Nell'immagine introduttiva Emilio Lussu, accanto alla bandiera di Giustizia e Libertà, ritratto dall'autore del blog.

Commenti

  1. Libro molto interessante perchè mostra gli orrori e le menzogne del fascismo non scritte da uno storico d'oggi con il rischio, purtroppo, che sia tacciato da altri di essere un comunista o un sinistrorso, ma da un uomo dell'epoca , persona per niente radicale o fanatica ma molto lucida ed attenta nel raccontare i fatti e la realtà che si viveva. Scritto anche molto bene, un libro che avrebbero dovuto far leggere dovrebbero far leggere a tutti a scuola . Un libro che vorrei tanto leggere anche adesso.

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    1. Quando ero bambino capitava, talvolta, di vederlo sull'aereo Roma-Cagliari e , in quelle occasioni, mio padre mi spiegò di chi si trattasse. Un uomo tutto d'un pezzo oltre che una figura eroica che va ricordata. Ho voluto parlarne perché, oggi più che mai, la sua opera è importante per cogliere la lezione della storia e non ricadere negli errori del passato.

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  2. un grande personaggio da non dimenticare!

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    1. Un esempio per tutti, un uomo dotato di straordinaria umanità e coraggio.

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  3. Hai ragione a mettere l'accento sullo squallido revisionismo storico che anche quest'anno funesta l'anniversario (per fortuna è un annivrsario) della Liberazione dal nazi-fascismo.
    “La sostanza dei fatti che io rievoco non può essere smentita. Questo non toglie che i giudizi che uno stesso fatto determina possano essere discordi. Chi dà un colpo di sciabola non proverà evidentemente le stesse impressioni di chi lo riceve. Non pertanto il colpo di sciabola sarà sempre un colpo di sciabola.”
    Il fascismo non è un'opinione soggetta a diverse interpretazioni, è un crimine che non va in prescrizione.

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    1. Il fascismo, appunto, è una sciabolata sulla storia d'Italia che ha pagato col sangue e con una caduta difficile da recuperare una scelta scellerata. C'è chi la pensa diversamente, chi cerca di riciclare un passato pessimo sotto tutti i punti di vista ma la realtà è che il fascismo è stato e resta un male da combattere.

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  4. Caro amico, il problema è che il fascismo non ancora è stato sconfitto.

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    1. Parafrasando una vecchia canzone la mala pianta va estirpata tutta intera. Se non si estirpano le radici, potrebbe riprodursi.

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  5. "una mentalità non ancora pienamente sconfitta nel nostro paese"
    Direi che nel periodo storico che stiamo vivendo, questa mentalità abbia una pericolosa recrudescenza, basta guardare alla crescita dei fan della Meloni e pensare che la lega di Salvini è in testa alle preferenze politiche . Ho paura. Leggerò il libro , quello della Resistenza e un argomento che non mi sazia mai.

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    1. La destra è sostenuta da un popolo di "bottegai" spesso privi di cultura , ancorati a idee discriminatorie e autoritarie. Da gente che, in nome dei propri interessi economici, mette a repentaglio la democrazia, la libertà e la sicurezza di tutti. Questo , purtroppo, è alla base dei movimenti destrorsi.

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  6. Voglio fortemente credere che nell'estratto che citi Efisio Melis citasse la guerra come fonte di ogni dissidio e odio. Il fascismo solo come frutto di livore dissennato, sfogo primitivo all'incapacità di interagire, colloquiare, abbracciarsi. E sono tempi bui anche questi, dove comunque cattiveria e ipocrisia sono veicolati a tutti i livelli. Davvero brutti tempi.

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    1. Si è perso il valore della solidarietà e gli interessi di bottega prevalgono sui diritti della persona e l'etica. Questo ci pone fortemente a rischio . Speriamo di non doverci nuovamente sbattere il muso e di non trovarci costretti a costruire tutto daccapo, come dopo la seconda guerra mondiale.

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  7. Un giusto ricordo di un grande uomo ed un grande scrittore in antitesi con l'opportunismo perfido ravvisabile anche in questo periodo.

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    1. Il dramma di questa epoca è l'assenza totale di personalità di questa levatura. Anche quelli che, in un primo tempo, sembrano affidabili, prima poi, deludono. Non ci resta che il ricordo dei grandi del passato.

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  8. Hai ragione

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  9. Ciao Fabio, sono figlio e nipote di partigiani e l'antifascismo vive da sempre nel mio pensiero.
    Quando mio nonno era ancora vivente celebravamo il 25 aprile con il pranzo della domenica in compagnia vecchi compagni di lotta e delle loro famiglie.
    Per me era una felice giornata di giochi, per il nonno e lo zio e i loro compagni un triste ricordare i tanti che non c'erano piu.
    Non ho letto il libro di cui scrivi ma lo cercherò, sarà certamente presente nella nostra biblioteca.
    Un caro saluto. fulvio

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    1. Bellissimo il ricordo delle vostre commemorazioni familiari del Venticinque Aprile. Un clima che oggi bisognerebbe ritrovare in ogni famiglia per creare consapevolezza nei giovani ed evitare il ritorno dei fantasmi del passato.

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  10. Oggi che è il Venticinque Aprile rinnovo a tutti gli Auguri per una Buona Festa della Liberazione.

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  11. Buona festa della Liberazione anche a te. Interessante questo libro, che ripercorre le vicende tragiche che hanno che hanno preceduto la Liberazione. Quando ero bambina, i miei nonni e i miei genitori mi hanno raccontato tanto di quei giorni. Durante la guerra , mio padre , che era un ragazzo , era alla stazione del tram con un amico a parlare ed è stato preso , caricato sul treno e portato in Germania. Mia nonna, per molto tempo, non ha saputo più nulla di lui. Per fortuna è finita bene perché mio padre è riuscito a scappare e a tornare a piedi , dalla Germania, attraverso la foresta nera. Saluti.

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    1. Una storia che molto ci insegna sul dramma delle deportazioni dei dissidenti be sul dolore sopportato dai loro cari. Spero che il nostro paese non ricada più negli errori del passato. Un caro saluto a te.

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  12. Il fascismo è una delle pagine più buie della nostra storia, purtroppo ci sono tanti revisionisti.
    Buon 25 aprile.

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    1. Revisionisti a fine mistificatorio ai quali occorre opporsi ogni giorno con tutte le nostre forze. Buon Venticinque Aprile anche a te.

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  13. Echi del fascismo ancora lievitano nella nostra epoca, purtroppo...
    Sempre speciali le tue pagine Fabio, sereno giorno e un sorriso,silvia

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    1. Ti ringrazio molto. Una serena giornata anche a te.

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