Alla Ricerca di Pasquino

 


Facebook, Whatsapp, Instagram, Twitter , Blog, e chi più ne ha più ne metta. I social network fanno parte ormai della nostra quotidianità. C'è una voglia generalizzata di comunicare, confrontarsi, discutere di questo e quest'altro, in un mondo in cui, spesso, impatto, apparenza e brama di mettersi in mostra prevalgono sulla sostanza delle cose. Vediamo questi strumenti come moderni ma, in fondo, si tratta di mezzi di comunicazione che hanno antiche origini. Mi riportano alla mente quelle statue classiche che, nella Roma papalina del XVI secolo, grazie alla fantasia e all'arguzia di un umile ciabattino, acquistarono la parola. Pasquino (così si chiamava il ciabattino) pensò bene di appendere, nottetempo, al collo di una statua, collocata accanto all'ingresso della sua bottega, dei cartelli sui quali esprimeva il proprio malcontento e le proprie critiche nei confronti del potere. I suoi messaggi non passarono inosservati e, ben presto, su altre statue apparvero nuovi cartelli che sostenevano i discorsi ironici e spesso irriverenti proposti da Pasquino. Così, nella Roma Pontificia, nella quale la libertà di parola non era certo incoraggiata, si creò un vero e proprio dialogo. Un primo focolaio di libertà. Credo che il marchingegno ideato da Pasquino non fosse molto diverso da quello dei social. Oggi, nel web, scrivono Fulvio,  Patricia e Mirtillo. Daniele poeteggia, Bertow recita e Vivì racconta. Siam veramente tanti a metterci in gioco, a far circolare storie, idee, critiche, pianti e risate. Tanta acqua è passata sotto i ponti ma lo spirito è sempre quello di Pasquino, Marforio e Lucrezia. Direi che è proprio questa l'essenza dei social: la pasquinata, il dialogo spontaneo, il chiacchierio del villaggio globale. Sicuramente occorre aver responsabilità per quel che si scrive e si pubblica. Va bene essere arguti, ironici e talvolta irridenti, ma mai offensivi o violenti e, se saremo sempre consapevoli di questo, non ci vorranno mai controlli particolari o, peggio ancora, un capo-redattore che sarebbe come restituir la mannaia a Mastro Titta.

Nella foto introduttiva la Statua di Pasquino a Roma.

Commenti

  1. A me sembra che nel blog si scriva poco e restano i muri della diffidenza tra diversi utenti.

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    1. La mia sensazione è che, col tempo, in molti abbiano utilizzato più gli altri social. Credo, peraltro, che ci sia stata una ripresa e si vedano blog con contenuti decisamente interessanti e fantasiosi. Più che la diffidenza quel che dispiace è di non avere il tempo e la possibilità di conoscersi. Ma son convinto anche che la frequentazione abituale attraverso la partecipazione ai dialoghi che si instaurano coi commenti rinsaldi la fiducia. Quelli che non mi piacciono , personalmente, sono gli spammer, quelli che vogliono lanciare,attraverso i commenti, messaggi pubblicitari o contenuti che non ci azzeccano niente col tema.

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  2. Un protoblog il nostro Pasquino!! Dici bene.. l'offesa facile sembra sdoganata in fin troppi casi.. ma abbiamo tutti spalle forti.. ;) ed il bloggare costruttivo, di confronto e crescita, resta l'obiettivo principale..

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    1. Pienamente d'accordo. L'ambiente dei blogger che vedo attraverso questo mio piccolo spazio è costruttivamente dialogante. Mi sembra ci sia un confronto sereno e anche con momenti di gran simpatia. Attraverso la cronaca conosciamo anche un modo becero di usare il web: un approccio che nessuno di noi spera mai di trovarsi di fronte. Hai ragione: abbiamo le spalle larghe e andiamo dritti per la nostra strada.

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  3. Ciao Fabio...personalmente di parole ne spendo a gogò, forse sin troppe con le mie storie. Scrivo e leggo e ancor correggo. Scorre un fiume l'inchiostro perché amo scrivere prima a mano la bozza e poi sul pc, spero solo di non annoiare nessuno. Del resto sono d'accordo con te: mai essere offensivi o violenti e rispettare sempre i lavori altrui. Per me è una regola. Ciao e buona serata con un sorriso.

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    1. Sono storie fantasiose , ricche di atmosfera e avvincenti. Spesso ci si sente quasi nel bel mezzo della scena. Sei veramente brava. Anch'io scrivo prima a penna e solo dopo al PC, anche perché le idee vanno fermate là dove ci si trova per non farle sfuggire. Poi rileggo più volte ma, anche così, a volte mi scappa l'errore. Sono d'accordo con te: correttezza e rispetto sono fondamentali in questa attività. Un caro saluto e a presto.

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  4. Io da quando ho il blog dal dicembre 2006 ho sempre sentito l'esigenza di parlare rectius scrivere di sociale. Poi con le poesie oltre a scrivere faccio video le recito ma di fatto forse è vero mi anima il desiderio di far arrivare più che la mia voce i messaggi che essa veicola e farlo spontaneamente nel senso che non mi pongo problemi su cosa scrivere ma semplicemente posto quello che ho pensato di scrivere. E così credo tanti altri che anche tu ospiti nei commenti, facendoci sentire tutti quanti a casa per il tuo modo riflessivo ma non freddo di dire le cose, posato ma non timoroso, anzi! Il blog resta lo strumento per me principe rispetto anche ai social anche perchè chi legge un blog è preparato a volersi prendere il giusto tempo per leggere il post del blogger che sia un racconto, una poesia, un editoriale oltre che ovviamente se ha cose da dire commentare quanto ha letto. Insomma, i social sono ottimi strumenti da affiancare al blog, Facebook su tutti direi ed anche YouTube, ma non possono sostituirlo e penso che una nuova esplosione della moda del blog potrebbe essere meno lontano di quello che pensiamo.

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    1. In quel che scrivi si sente chiaramente sincerità e passione oltre ad una grande sensibilità. Penso anch'io che il blog sia lo strumento più adatto per una comunicazione più riflessiva e un dialogo più approfondito. Gli altri strumenti hanno un ruolo diverso. Facebook e Twitter li vedo più adatti per una comunicazione rapida mentre YouTube è un valido supporto audio-visivo per chi recita, fa musica e canta o vuole raccontare di persona o, anche, documentare fatti. Sembra anche a me che i blog siano in crescita e questo anche perché molti son fatti davvero bene e, spesso, anche meglio della stampa ufficiale che perciò ne teme un po' la concorrenza e vorrebbe, in qualche modo, imbrigliarli e marginalizzarli.

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  5. Idea molto interessante, complimentoni. Diciamo che se presi in questo modo i socials hanno un loro perché. Stando attenti a non prendersi troppo sul serio, naturalmente che il mettersi in mostra è il lato oscuro del web.

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    1. ..specialmente quando sono chiusi i parrucchieri.. ihih

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    2. Più che mettersi in mostra c'è, quel che si dice, mettersi in gioco e valutare le proprie capacità di comunicazione. Non è facile, specie agli inizi, fare partire un blog. Bisogna interessare le persone e anche andarle a cercare. Ma anche questo va fatto con sincerità, avendo un reale interesse per quel che gli altri scrivono e quindi la volontà di aprire un dialogo. Poi è giusto, come sottolinei, anche non prendersi troppo sul serio, saper scherzare e trovare il lato divertente delle cose e, come dice Franco, per questo, una capigliatura scapigliata (ma anche un maglione colorato e un'innata simpatia) sono sicuramente di giovamento.

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  6. E' piacevole essere presenti nei vari "social", ma senza essere polemici, o offensivi, nei confronti degli altri....ma in quest''epoca di forte decadimento sociale, alcune persone sembrano interessate
    a infastidire il prossimo!
    Buona serata e un saluto, Fabio,silvia

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    1. Sono d'accordo. La correttezza e il rispetto reciproco sono la base per un dialogo sereno e se il dialogo non è sereno non ha senso. Mi chiedo che gusto ci possa essere nell'attacarsi e offendersi...eppure, in questa società, spesso troppo aggressiva, questo accade e danneggia anche quegli utenti del web che cercano un dialogo pacato e civile. Auguro a te una buona giornata e ... A presto.

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  7. Le voci libere sono importanti per la nostra società, anche se cercano di reprimere la libertà di parola.
    Sereno giorno.

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  8. È vero e tutti noi dobbiamo esser sempre impegnati per difenderla con tutte le nostre forze. Anche a te buona giornata.

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  9. Io ho il blog da molti anni. Ho iniziato a scrivere su Splinder , perchè sono stata attratta dai tanti bellissimi blog che vedevo in rete ma, soprattutto perchè mi sentivo sola, anche se avevo un lavoro e qualche amica sincera. Mi piace il blog perchè posso scrivere nell'anonimato , anche se, con alcuni ho instaurato rapporti profondi. Alcune blogger le ho conosciute di persona, con una siamo amche e siamo molto legate. Sono anche su Fb, ma non scrivo niente di me, faccio parte di alcuni gruppi , con i quali condivido foto e lavori manuali. Altro su Fb non scrivo perchè , quando ho provato a scrivere le mie idee, sono stata trattata un pò male da chi non condivideva. Su Fb tanti hanno un atteggiamento aggressivo e immotivato. Altri social non ne frequento. Ho provato Instagram ma tutto quel bombardamento di immagini mi infastidisce. Io credo nel rispetto reciproco e non mi permetterei mai di usare i social per prendere in giro o offendere, come fanno tanti , soprattutto su Fb. Ciao, cari saluti.

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    1. Io Fb l'ho abbandonato da tempo: troppo frettoloso e non sempre veritiero. La mia esperienza di blogger parte nel 2005 con kataweb ed è proseguita con i blogger de La Stampa, Splinder, Blogger, WordPress e ora di nuovo Blogger. Esperienza migliore sicuramente Blogger e poi anche "La Stampa" non era male. Penso che abbiamo per le mani un mezzo di comunicazione straordinaria che ci libera dai lacci e laccioli del giornalismo e dell'editoria. Che ci dà libertà di espressione in pubblico (cosa che prima di internet non era possibile per tutti) . Siamo cittadini che discutono tra loro con pacatezza e questa opportunità non va sprecata. Blogger come quelli che vedo passare di qua sono una risorsa per questa società. Molto più di tanti giornalini e giornalacci che circolano. Un caro saluto a te.

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    2. ... e dimenticavo i cosiddetti "giornaloni" ... Anche di quelli Dio ce ne scampi.

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  10. Il blog si avvicina di più a Pasquino per la possibilità di manifestare idee non gradite a chi gestisce il potere,le chat a volte scadono più facilmente,dispiace dirlo, perché la comunicazione è più diretta ed incontrollata.

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    1. Pienamente d'accordo. Personalmente guardo le chat di lavoro ma non partecipo perché spesso ci sono anonimi e non sai quanto ti puoi fidare. Ho una chat con vecchi cari amici che frequento sempre volentieri e, per il resto, preferisco parlare con le singole persone. Il blog, invece, penso, come te, che nei tempi attuali, sia il più prossimo allo spirito di Pasquino.

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  11. Caro Fabio, un ottimo parallelismo il tuo tra due epoche lontane dove il popolo ieri come oggi ha il desiderio di esprimere propri pensieri ma sopratutto di confrontarsi anche con chi è di un credo diverso.
    Naturalmente non tutti sentono il desiderio di esprimere il proprio pensiero perché per molti pensare e'un penoso esercizio e allora, reverenti, sperano nel solo uomo al comando e alla mannaia un Sior Titta (Oggi censura) capace di zittire la assordante voce del dissenso costruttivo.
    Un caro saluto e un grazie per la citazione.
    Ciao fulvio

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    1. L'uomo solo al comando, poi, per molti è un modo per non prendersi responsabilità e aver la possibilità di scaricarle sugli altri, senza pensare che lo "scaricabarile" è sicuramente una delle peggiori colpe per un essere umano. Esprimere liberamente il proprio pensiero e confrontarsi, prendendosi il rischio di sbagliare e accettando le correzioni altrui è invece fondamentale per la crescita di tutti ed è per questa ragione che libertà di pensiero ed espressione vanno sempre difese da ogni sorta di censura. Grazie a te per la visita e un caro saluto.

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