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Il Rottamator-Volpino, Giuseppi, Sansone e i Filistei.

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  Ma che senso ha questa crisi? È la domanda che in molti si pongono, in queste ore, dinnanzi all'ennesima prova di avventurismo politico dell'innominabile  rottamator-volpino. Stavolta non ha pronunziato la fatidica frase che lo ha reso famoso come individuo poco rassicurante ma, personalmente, ero abbastanza sicuro che, con lui in giro, c'era ben poco da stare sereni. Dicono che gli Italiani non hanno capito il perché della caduta del governo ma, spesso, le cose son molto più semplici di quel che si vorrebbe fare credere. Non credo, dal mio punto di vista, che ci sia, da parte del leader di Italia Viva, la volontà di salvare la patria. Ho ravvisato piuttosto la volontà di avere una maggior voce in capitolo nella gestione dei fondi del Recovery Plan ed, eventualmente del Mes, ottenendo, preferibilmente, il controllo di poltrone più rilevanti rispetto a quelle sino ad ora occupate. Non ha ottenuto quel che  voleva e, allora, ha scelto la strategia distruttiva per antonomasi

Quando l'entusiasmo ci abbandona.

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  Tutti noi abbiamo sogni, ambizioni, aspirazioni. Poco importa averli se non si fa niente per realizzarli. Così ci adoperiamo col nostro ingegno affinché quel che desideriamo possa divenire realtà. Valutiamo le situazioni, i pro e i contro delle nostre azioni. Le esperienze pregresse. Elaboriamo progetti, metodi e strategie. Spendiamo impegno ed energie e siamo entusiasti proprio nel senso che nell'antichità greca si dava a questo termine. Perché è proprio vero che il cuore e la mente son tutte prese ad orbitare intorno a quel nostro progetto. Grande è la gioia quando le nostre aspirazioni si realizzano.  Ma accade, tante volte, che non riusciamo a raggiungere il nostro obbiettivo. Per il fatto che non ci siamo impegnati a sufficienza, perché le condizioni generali erano avverse. Perché, forse, noi stessi non ci abbiamo creduto abbastanza, abbiamo sopravvalutato le nostre possibilità o impegnato disordinatamente le nostre forze. In quel momento subentrano disinganno e delusione e

Sarà sempre la stessa storia.

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State tranquilli. Non datevi pena. L'anno che viene non porterà niente di nuovo. Sarebbe già un gran risultato se riuscissimo a liberarci del Covid 19. Per il resto non cambierà proprio nulla. Saremo sempre gli stessi. Con tutti i difetti che, da tempo immemorabile, ci portiamo dietro. Gli opportunisti, gli imbroglioni e i faccendieri d'ogni sorta  continueranno a  brigare e ad approfittarsi del prossimo. I poveri e gli ultimi saranno sempre più poveri e derelitti. I ricchi e potenti continueranno a raccoglier frutti oltre i   loro meriti reali. Come ogni anno, del resto. Da parte mia non me la sento di diffondere vani messaggi di speranza e, anzi, mi tornano alla mente i versi di una canzone dei Litfiba: "... se la speranza è l'ultima a morire,   chi visse sperando morì ... non si può dire."  Per questo nessuno vi chiederà d'esser migliori e di cambiare. Sarebbero parole al vento, sino a quando ognuno di noi non farà  la rivoluzione dentro sé stesso per poi d

Annus Horribilis

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Non c'è altra espressione che possa rendere meglio l'idea dell'anno che sta per concludersi. Il Covid 19 ha travolto una miriade di vite umane, messo a dura prova i servizi sanitari di tutto il mondo, ha aggravato ulteriormente le conseguenze di una crisi economica che, ormai da tempo, tormenta la nostra società. La pandemia ha cagionato macerie in tutti i campi e, quel che è peggio, spesso è stata fonte di divisione tra gli uomini. Quando ci si trova in condizioni come quelle che stiamo vivendo, sarebbe cosa buona che tutti uniscano le loro forze. Abbiamo invece assistito ad ogni sorta di contrasto, ad un metter di continuo i bastoni fra le ruote a chi,  suo malgrado, si è trovato a dover gestire una situazione di inusitata gravità. Spesso non si sono rispettate le più semplici regole di prudenza e, troppe volte, le esigenze economiche hanno prevalso su quelle di tutela della salute e della vita umana. Son state organizzate assurde manifestazioni negazioniste e anche azion

Nomen Omen

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  - Ma, Donald, dove credi di andare con quella berritta in testa? - In Sardegna. Visto che adesso ho più tempo libero ho deciso di dedicarmi a s'istrumpa. ...ed ecc o un video per chi non conosce s'istrumpa. La vignetta è stata realizzata dall'autore del blog.

Passeggiata con Voltaire e Dialogo sull'Amicizia

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  Generalmente non ricordo mai i miei sogni, ma quello che vi sto per raccontare era così straordinario da rimaner impresso vivamente nella mia memoria. Camminavo nei vialetti alberati dei giardini che fiancheggiano la basilica di Notre Dame, in un contesto chiaramente d'altri tempi. La giornata era nebulosa ma tutto sommato gradevole e induceva l'animo alla riflessione e ai ricordi. La gente passeggiava e chiacchierava e anch'io presi discorso con un signore distinto che si rivelò essere il pensatore Françoise Marie Arouet, detto Voltaire. Fui felice che un genio di tal fatta abbia accettato di discutere con me che, in quella situazione, mi sentivo proprio come un pesce fuor d'acqua e così, quasi spudoratamente, presi parola: - E' un vero onore per me, poter discorrere con una persona come lei. Spesso mi sento solo e mi accorgo che avrei bisogno di qualcuno con cui condividere i miei pensieri e le mie preoccupazioni. Forse avrei proprio bisogno di un amico ma, a vo

"Siamo Uomini o Caporali?"

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  Chiedeva con enfasi il grande Totò... ed è proprio un gran bel dilemma che, ancora oggi, nella vita quotidiana e nei rapporti con il prossimo, ci attanaglia. Nel variegato pensiero dell'attore partenopeo, fatto di contrasti, contraddizioni e dicotomie, costituisce senz'altro uno dei cardini della sua filosofia:" Questa frase nata durante la mia giovinezza - sostiene Totò - mi è sempre servita come sistema metrico decimale per misurare la statura morale degli uomini, e mi è servita, nuovo entomologo, per classificare l'umanità in due grandi categorie." Una riflessione che Antonio De Curtis, in arte Totò, matura ai tempi del servizio militare, quando, ancora giovane, coi suoi lazzi e le sue macchiette, cercava di conquistare la simpatia dei superiori per sottrarsi ai servizi di guardia  e di corvees che, di norma, coincidevano col permesso serale.  Non sempre la simpatia e la vivacità del giovane comico facevano breccia nel cuore di certi "militar-soldati&quo

Ricomincio da Blogger

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  I miei ragionamenti e i nostri dialoghi riprendono da qui. Non ero molto soddisfatto della piattaforma sulla quale operavo in precedenza  e così ho deciso di spostarmi su "Blogger" . Un po' perché già conoscevo il sistema e, ancor più, perché la maggioranza dei miei lettori proveniva proprio da questa base. Cambia il titolo del blog che, d'ora in avanti, sarà "Passeggiando con Voltaire". Molte volte, infatti, ho avuto la sensazione che la precedente intestazione fosse troppo altisonante e pretenziosa per cui ho scelto una denominazione che avesse più il sapore di una dedica nei confronti del grande pensatore francese.  Nel mio profilo resta l'icona di Voltaire ma compare il mio nome. Di tanto in tanto, riporterò dal vecchio blog, su queste pagine, quei post che mi sembrano più rappresentativi ma, soprattutto, continueremo i nostri ragionamenti su nuovi argomenti. Non aggiungo altro perché il resto verrà da sé, ma auguro a tutti voi, se vorrete seguirmi